Le armi degli Orsini

Le armi degli Orsini

Duelli in piazza San Pietro. Omaggio al principe Raimondello Orsini del Balzo da parte di cavalieri francesi che si inginocchieranno deponendo la loro spada sul sagrato della Basilica di Santa Caterina, prima di visitare la sua “pinacoteca” d’armi.

Galatina, 12 agosto 2020. Immaginate: ore 6:00, piazza SanPietro, nel silenzio e nella bellezza di questo luogo, solo il tintinnio di due spadaccini che si giocano la vita accanto ai loro testimoni. La finzione vicino alla realtà. Ore 19:00, al calar della notte, sempre in piazza San Pietro, spade grandi e pesanti come in un “Games of Thrones” galatinese si incroceranno. Saranno quelle di campioni internazionali della scherma storica venuti a Galatina per celebrare e conoscere ”le armi degli Orsini”.

Da una grande idea del maestro di scherma Paolo Cazzato, il più “old” maestro di scherma d’Italia, 92 anni strepitosamente portati e sempre in gran forma, ed ormai considerato a livello internazionale il vate della spada, e da suo figlio Roberto anche lui maestro d’armi titolare della Accademia di scherma di Lecce, nasce l’idea di portare sulla piazza di Galatina un tipo particolare di questo nobile sport, che sta appassionando e coinvolgendo migliaia di stimatori nel mondo anglo-sassone e dell’Europa del nord. Il mondo dei cavalieri e delle saghe nelle brume sassoni e celtiche sono diventate fattori di conoscenza storica ed anche di sport agonistico ed atleticamente impegnativo. Accanto ai duelli nelle palestre e nei tornei anche internazionali, vi è una ricerca spasmodica di elementi storici legati al medioevo europeo, tanto che su facebook esiste un gruppo aperto chiamato in acronimo HEMA in Pyjamas che raccoglie ad oggi 2.137 membri di tutta Europa.

Pensiamo che tutti questi signori siano curiosi di scoprire quale è il segreto di Galatina, perché qui c’e qualcosa di rivoluzionario ed incredibile: “Le armi degli Orsini”. Con una visita guidata nella basilica di Santa Caterina d’Alessandria arriveranno il campione del mondo francese di tale scherma , alcuni schermitori inglesi con medaglie internazionali, il campione mondiale under21 di scherma classica, lui leccese, ed altri amanti di questo sport, a scoprire nell’immensa pinacoteca di casa nostra, le armi al tempo del Principe Raimondello Orsini, quasi una esposizione teatrale di come si combatteva e si moriva nel medioevo, forse l’essenza stessa di quell’epoca. Lì dal 1300, angeli, santi, diavoli, vescovi impugnano l’arma come simbolo di potere come noi maneggiamo lo smar-phone, arma di questa epoca. E nella ”dormizio virgini”, affresco presente nella navata laterale destra, compare un angelo che in difesa di Maria impugna, in modo maestrale, la spada: quella posizione compare sui manuali storici di scherma solo nel 1700, ma è presente nella nostra basilica già dal secolo XIV. La visita continuerà nel chiostro della basilica per osservare gli affreschi del 1649 di padre Giuseppe da Gravina. Qui cambiano lo stile, la storia e le mode: il motivo ricorrente è la mortificazione della carne ed in una enfasi sado-masochista, viene rappresentata quasi la macelleria umana. Pugnali, stiletti, scimitarre taglia-gola, archi, frecce che trapassano la gola, diventano un altro capitolo di storia delle armi.

Alla fase sportiva e documentaria seguirà quella evocativa e commemorativa (ore 11:00). Per la prima volta dopo sette secoli, dal 1383, anno presumibile di fondazione della chiesa, due cavalieri francesi si inginocchieranno deponendo la loro spada sui gradini del sagrato della basilica, prima di iniziare la visita. Lo faranno come cavalieri testimoni-eredi anche se lontani del nostro e loro principe Raimondello Orsini del Balzo (o del Baoux ) originario della Provenza, regione francese, arrivato da noi seguendo le vie delle crociate in terra santa e magnificando Galatina, facendola diventare sotto la sua signoria e quella ancora più ardita della moglie Maria D’Enghen, una delle capitali del mezzogiorno d’Italia nel XV secolo.


di Gianfranco Conese

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