Periodo: (1820-1890)
Pietro Cavoti fu uno dei protagonisti più significativi della cultura ottocentesca salentina. Pittore, miniaturista, disegnatore ed erudito, dedicò la sua vita allo studio dell’arte e dell’architettura del territorio, lasciando una documentazione preziosa che oggi rappresenta una fonte insostituibile per la conoscenza del patrimonio storico del Salento. Insegnò nel Collegio degli Scolopi di Galatina, dove formò generazioni di studenti e sviluppò un’intensa attività di ricerca e catalogazione. La sua abilità nel disegno lo portò a collaborare con studiosi di rilievo nazionale, come Atto Vannucci, per il quale realizzò tavole destinate alla Storia dell’Italia Antica. La precisione dei suoi rilievi e la cura dei dettagli gli valsero la nomina a ispettore dei monumenti di Terra d’Otranto, ruolo nel quale documentò chiese, palazzi, affreschi e opere medievali e rinascimentali, molte delle quali oggi non esistono più. Particolarmente importante fu il suo contributo allo studio della Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, che analizzò e disegnò con attenzione pionieristica, anticipando gli studi moderni sul ciclo pittorico francescano. I suoi taccuini, le sue lettere e i suoi album di viaggio testimoniano una curiosità intellettuale vivissima e un approccio rigoroso allo studio del territorio. Il Museo Civico di Galatina porta il suo nome e conserva la maggior parte delle sue opere, tra cui acquerelli, schizzi, caricature, miniature e documenti. Grazie a questo corpus, Cavoti è considerato non solo un artista, ma anche un custode della memoria storica e artistica del Salento, capace di lasciare un’eredità che supera i confini della sua città.

