Il paesaggio… nell’arte – Angela Serafino

Il paesaggio… nell’arte – Angela Serafino

Il paesaggio: consuetudine e trasformazione nelle azioni dell’arte

Ricordiamo che l’Arte Moderna in Occidente è stata inaugurata – in aperta rottura con i canoni visivi accademici – dalla diffusione della pittura “en plein air”.
Il paesaggio – campestre ed urbano – da sfondo prospettico di gesta e figure – si viene spostando sempre più in primo piano, e i pittori “riscoprono” così ciò che da lunghissimo tempo si praticava in Oriente, d’altra parte direttamente influenzati dalle circolazione delle stampe giapponesi e cinesi.
Semplificando, potremmo dire che – da allora – la pittura ha lavorato per portare sempre più il paesaggio dentro l’opera, sino a trasferire elementi naturali nelle opere, a scolpire frammenti di paesaggio; allo stesso tempo approfondendo ed arricchendo la ricerca attraverso raccordi ancestrali.
A questa modalità del fare artistico se n’è parte intrecciata, parte contrapposta, un’altra, alle più diverse latitudini: quella che attraverso una molteplicità di esperienze/esperimenti, anche mediante l’apporto delle scienze naturali, porta l’arte stessa nel paesaggio.
Questa seconda modalità sorge e si intensifica da quando comincia, all’incirca all’inizio della seconda metà del Novecento, a manifestarsi e diventare osservabile quella che oggi, dopo più di mezzo secolo, riconosciamo come crisi ecologica planetaria.
Come forse è sempre accaduto anche in quel tempo gli artisti sono stati i “sensori” dei mutamenti storici.
E come il grande scandalo che provocarono gli Impressionisti, portando la natura in primo piano, è diventato oggi percezione quotidiana, tanto che le loro opere sono riprodotte nei gadget domestici – così i temi allora emergenti dall’impatto dell’industrializzazione totale e della società dei consumi (il primo configurarsi dell’era dell’Antropocene) sull’ambiente, sul territorio, sul paesaggio erano già avvertiti ed esplorati dagli artisti i quali ricercavano perciò nuove modalità di osservazione ed interazione con la “natura”. Temi quali la deforestazione, l’estinzione delle specie, l’eccesso dei rifiuti, la degradazione degli ecosistemi, l’esautoramento, attraverso l’espropriazione e lo sfruttamento, delle risorse naturali, che oggi stanno diventando di dominio pubblico, grazie anche al loro lavoro.
Ciò che accadeva in contesti internazionali veniva recepito ma anche creativamente rilanciato in Puglia e nel Salento.
Non si può certo riassumere la varietà e differenziazione degli apporti in poche battute, ma lasciandoci guidare dal linguaggio delle immagini potremo riuscire ad immergerci in quelle ricerche – percettive e cognitive – nelle quali sono state progettate e realizzate opere ed azioni che moltiplicano le possibilità – nostre – di abitare il territorio, il paesaggio, affrontando le criticità che lo attraversano e minacciano, a scala locale come planetaria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

G Translate »