Dal XVII al XVIII secolo

Galatina – Dal XVII al XVIII secolo

Dai Banchieri Genovesi ai Nobili Milanesi

Il Seicento si apre con un cambio della guardia epocale. Nel 1615, a causa dei debiti accumulati dagli eredi dei Sanseverino, il feudo di Galatina e Noha viene ceduto alla potentissima famiglia genovese degli Spinola, banchieri del Regno di Napoli. L’arrivo di Giovan Battista Spinola e della moglie Maria nel 1616 fu un evento così sfarzoso che ne resta traccia persino in un’opera d’arte: una preziosa rappresentazione in argento sbalzato, realizzata dall’argentiere olandese Mattheus Melijn (oggi parte della collezione Spinola a Genova). Sotto la loro egida, Galatina mantenne un ruolo centrale nelle dinamiche di potere tra Genova e Napoli.

L’Eredità Gallarati Scotti

Dopo oltre un secolo di dominio Spinola, il titolo passò a Maria Teresa Spinola, che nel 1741 sposò il nobile milanese Giovanni Battista Gallarati Scotti. La famiglia Gallarati Scotti unì così i possedimenti lombardi al Ducato di San Pietro in Galatina. L’ultimo feudatario fu Carlo Gallarati Scotti, che guidò la transizione della città fino al 1806, anno in cui fu abolito il sistema feudale. Nonostante la fine del feudalesimo, i titoli della famiglia furono confermati sia dal governo austriaco in Lombardia che dal Re di Napoli in Puglia, a testimonianza del prestigio internazionale mantenuto da Galatina.

1793: Galatina diventa ufficialmente “Città”

Il XVIII secolo si chiude con il riconoscimento più importante per la comunità: il 20 luglio 1793, con un decreto ufficiale di re Ferdinando IV, Galatina smette di essere considerato un semplice feudo e viene ufficialmente dichiarata Città. È il coronamento di un percorso di crescita economica e sociale che l’ha resa uno dei centri più vitali del Mezzogiorno.

Ramo famiglia Spinola