Sul portale cinquecentesco del palazzo è scolpita l’arma bipartita della famiglia Coletta‑De Mico, alla quale si attribuiscono la costruzione e l’originaria proprietà dell’edificio. Il lungo fronte superiore presenta sette finestre con la tipica intelaiatura dell’architettura del tardo Quattrocento, elemento che conferisce al prospetto un carattere unitario e riconoscibile. Nel 1708 il palazzo risulta già appartenere a Giuseppe Vernaleone, anche se non è noto da quanto tempo la famiglia ne avesse acquisito il possesso.


