Una chiesa olivetana tra Cinquecento e Seicento
Storia e origini
La chiesa sorge fuori le mura cittadine ed è legata al complesso conventuale dell’Ordine degli Olivetani, presenti a Galatina dal 1507. Per distinguerla dalla più antica Santa Caterina d’Alessandria, i Padri la chiamarono Santa Caterina Novella.
Oggi è sede parrocchiale dedicata a San Biagio ed è punto di riferimento per le confraternite laicali di San Biagio e della Sacra Famiglia.
L’impianto a tre navate richiama il modello cinquecentesco, anche se la costruzione dell’edificio attuale risale agli inizi del Seicento.
La facciata
La facciata presenta una particolarità evidente:
il portale riccamente intagliato del 1619 non è in asse con la verticale dell’arco centrale della navata.
Perfettamente allineata al portale è invece la splendida finestra in pietra leccese, anch’essa del 1619, posta molto in alto, quasi a ridosso della cornice di coronamento.
La parte inferiore della facciata è realizzata in pietra leccese, mentre quella superiore è costruita in conci di tufo.
L’insieme è semplice e lineare, alleggerito dalle finestre laterali e dalla presenza della torre campanaria quadrata, conclusa nel 1683 con una balaustra a duplice ordine.
L’interno
L’interno, con struttura tufacea a vista, è dominato da una volta lunettata possente, attraversata da eleganti cordoni.
Di grande pregio è l’arco trionfale absidale, firmato nel 1616, che separa la lunga navata dal presbiterio. Quest’ultimo è ampio e luminoso grazie a un grande finestrone simile a quello della facciata.
Le navate laterali, coperte da volte a crociera, rappresentano la parte più antica dell’edificio e risalgono alle origini cinquecentesche della chiesa.
Gli altari sono collocati lungo i muri che delimitano lo spazio interno, secondo una disposizione tipica delle chiese conventuali dell’epoca.
INTERNI


