Il palazzo, risalente alla fine del Cinquecento, passò alla famiglia Gorgoni e fu acquistato dall’amministrazione comunale nella metà del Novecento. Il prospetto conserva un portale bugnato tardo‑cinquecentesco che introduce all’androne e al cortile interno, da cui un tempo si accedeva al cosiddetto “giardino di agrumi”, parte integrante della dimora originaria. Conosciuto anche come “Palazzo del Muto”, l’edificio mantiene ancora oggi tracce significative della sua struttura storica, nonostante le trasformazioni avvenute nel corso dei secoli.


