Stagione Teatrale 2026/2027
22 Novembre 2026 ◦ 21:00 - 22 Aprile 2027 ◦ 23:00

COMUNE DI GALATINA
PUGLIA CULTURE
STAGIONE TEATRALE 2026/27
TEATRO CAVALLINO BIANCO
Il sipario si alza sulla nuova stagione del Teatro Cavallino Bianco
Dodici appuntamenti da novembre ad aprile tra grandi interpreti, drammaturgia contemporanea, classici, musica, teatro civile e compagnie del territorio
Il Teatro Cavallino Bianco torna ad accogliere la Stagione teatrale 2026/27 del Comune di Galatina, realizzata in collaborazione con Puglia Culture, con un cartellone che mette in dialogo grandi interpreti della scena nazionale, artisti e compagnie del territorio, classici della drammaturgia e nuove scritture.
ABBONAMENTI
La campagna abbonamenti prenderà il via con la prelazione dal 5 al 17 ottobre 2026. Il botteghino del Teatro Cavallino Bianco sarà aperto il lunedì, martedì e giovedì dalle ore 17 alle 20, il venerdì e il sabato dalle ore 10 alle 12.
I nuovi abbonamenti per la Stagione teatrale 2026/27 saranno in vendita dal 19 ottobre, sempre al botteghino del Teatro nei giorni e negli orari di apertura indicati.
INFO
Botteghino del Teatro Cavallino Bianco
366 9641 917 – 327 377 3846
APPUNTAMENTI
22 novembre 2026
Nuovo Teatro diretta d Marco Balsamo
Paolo Calabresi
TUTTI GLI UOMINI CHE NON SONO
tratto dal libro omonimo di Paolo Calabresi
e con Carolina Di Domenico
scritto e diretto da PAOLO CALABRESI

Tutti gli uomini che non sono è uno spettacolo che ripercorre l’incredibile storia realmente accaduta delle trasformazioni di Paolo in personaggi realmente esistenti.
Molti ricordano la straordinaria performance del falso Nicolas Cage, accolto allo stadio con tutti gli onori dal presidente del Milan, seguita nel corso degli anni da molte altre operazioni di trasformismo.
Ma quello che pochi sanno è che queste impressionanti performance nascono in conseguenza di alcuni eventi traumatici che Paolo ha subito nel giro di poche settimane, e da cui è uscito attraverso un uso “improprio” del suo mestiere di attore. Ha cominciato infatti a rubare l’identità di persone famose realmente esistenti nella vita reale e all’insaputa di tutti. Una serie di operazioni che ha finito per coinvolgere la sua vita privata investendo la sua numerosa famiglia, e in particolare la relazione con la moglie, figura fondamentale che sarà interpretata da Carolina Di Domenico.
11 dicembre 2026
Savà Produzioni Creative / Teatro Bellini Napoli
PACIFICO
DIARIO SENTIMENTALE DI UNA DONNA LIBERA
Ornella Vanoni. Le Parole, la musica
con Simona Boo – voce, Alessandro Gwis – pianoforte
regia GABRIELE RUSSO

Il ritratto di una donna fuori dal comune, Ornella Vanoni. Che ha attraversato la vita senza cautele, senza mai arretrare: tra un passo indietro e un salto nel vuoto, ha sempre deciso di saltare.
Pacifico ha avuto il privilegio di frequentarla negli ultimi anni. Ha scritto per lei canzoni, ha raccolto i suoi ricordi in una fortunata biografia, Vincente o perdente. L’ha ritrovata come si aspettava, intelligente, imprevedibile, con tutti quei caratteri unici che ce l’hanno resa cara, e indimenticabile.
L’umorismo, chirurgico, irriducibile, come arma di difesa contro la ferocia e l’imprevedibilità della vita.
Lo spirito anarchico, impetuoso, non addomesticabile. Che negli ultimi anni aveva intelligentemente convertito in sorniona impertinenza. La fragilità, ben nascosta dietro il dono del talento, gli abiti
sfolgoranti, la professionalità ineccepibile. “ Ho tatuata addosso la S di solitudine “, così diceva.
Da qui il bisogno permanente di compagnia, le telefonate notturne, gli abbracci prolungati con cui pareva non volerti lasciare andare. I suoi successi sono sotto gli occhi e nelle orecchie di tutti. Ma Pacifico ci restituisce l’Ornella più emozionante e divertente, quella che ci apre le porte di casa. La sua bella casa
dove si ritrova con i suoi ricordi, quelli cari da convocare, quelli amari da fuggire. Dove si dichiara golosa, dispettosa, leggera e smemorata ma solo per strategia, per tenere a bada la malinconia. Combattiva e indifesa, le sue paure identiche alle nostre.
E alla fine di questo racconto – fatto di parole ma anche, inevitabilmente, di canzoni – ci rendiamo conto di quanto la vita di questi artisti, grandi e irripetibili, sia intrecciata alle nostre vite, di quanta strada abbiamo fatto assieme.
18 dicembre 2026
Vito d’Agostino produzioni S.r.l. / Compagnia teatrale Scena Muta
SCATOLETTE
di Carla Vistarini
con Ivan Raganato, Maria Antonietta Vacca, Donato Chiarello, Salvatore Cezza
regia CARLA VISTARINI

Una commedia brillante e delicata che affronta con ironia e profondità il tema della famiglia, dell’autonomia e della paura di cambiare. Tra equivoci, tenerezza e paradossi, “Scatolette” racconta il difficile momento in cui i ruoli tra genitori e figli sembrano invertirsi stravolgendo il delicato equilibrio tra responsabilità e libertà personale. SINOSSI Giovanna è una donna che, alla soglia dei 50 anni, vive ancora con i suoi genitori, legata a loro da un affetto profondo ma anche da una quotidianità che diventa sempre più difficile da comprendere. I genitori, consapevoli di avere in qualche modo frenato la figlia, decidono di mettere in scena un piano tanto assurdo quanto tenero: fingere di essere affetti da Alzheimer. L’obiettivo è costringerla a prendere una decisione difficile ma necessaria: affidare i genitori alle cure di una casa di riposo. La figlia, ostinata e affettuosa, rifiuta l’idea e continua a prendersene cura. Ne nasce una girandola di situazioni comiche e momenti di grande umanità.
10 gennaio 2027
T.D.M. Teatri del Mezzogiorno / Teatro di Messina / La Pirandelliana
Giampiero Ingrassia, Paolo Triestino, Claudia Campagnola
CIÒ CHE VIDE IL MAGGIORDOMO
di Joe Orton
e con Davide Sbrogiò, Michele Carvello, Giulia De Angelis
scene Carlo De Marino / costumi Teresa Acone
regia GIOVANNI ANFUSO

Facilmente si dimenticano autori che a loro tempo fecero scalpore, come Joe Orton: il drammaturgo inglese scandalizzò, da vivo, con Intrattenendo Mr. Sloane (1964) e con Il malloppo (1967) il suo primo pubblico; da morto, con la rappresentazione postuma di Ciò̀ che vide il maggiordomo nel 1969, sulla quale intervenne la censura. Il tempo poi riduce la reattività̀ alle provocazioni di un’opera che subisce via via giudizi più̀ distaccati. Nel caso di Orton, restano comunque soprattutto il linguaggio e una struttura di tale sapienza compositiva e sintetica di generi e di modi drammaturgici, da fornire un bel banco di prova a registi e attori. Si tratta di una commedia di notevole, irriducibile carattere, dalla quale raccogliere una sfida creativa stimolante. Il testo è dotato di ritmi propri, inediti rapporti fra i personaggi, vivificati da reazioni originali; così che dalla fantasia dell’autore, quella del regista ottenga la concretezza di una favola fuori dal tempo. L’ambientazione in una clinica, simbolo di un’intera società̀, non è racchiusa agli anni in cui il testo fu scritto, ma ad una favola che non ha un tempo preciso e, proprio per questo, potrebbe essere il nostro. La scrittura pone in primo piano la forza dell’azione, sottolineandone la valenza teatrale dei dialoghi brillantemente provocatori. In questo contesto, i travestimenti disseminati qua e là nel testo, risultano necessari non per l’occultamento della verità̀, ma della menzogna, dell’ipocrisia. Lo schema da vaudeville s’impone nelle incessanti entrate e uscite dei personaggi colti in equivoco o in colpa flagrante. Fra tutti questi ingredienti, l’autore trova il modo ed il tempo per concedere spazio all’agnizione. Si svela così una trama di remoti incesti, causa di legami riconosciuti e ricomposti in una tolleranza inaudita e improbabile anche ai giorni nostri. Insomma la congestione schizofrenica, la sovreccitazione contagiosa e dilagante in scena, ci auguriamo si propaghi in risate frequenti e sonore. È parola di Joe Orton.
23 gennaio 2027
Calandra
E TU CHI SEI?
con Pierpaolo De Lumè, Benedetta Fedele, Giovanni Serini, Federico Della Ducata
regia GIUSEPPE MIGGIANO

Un giovane e benestante avvocato, ha un piccolo problema: sua moglie, non lo riconosce più.
Uno psicologo di grande fama, che non farà altro che peggiorare la situazione… Inoltre, un maggiordomo intrigante, una segretaria avvenente e uno zio spagnolo ingarbuglieranno ulteriormente la faccenda, fino a farle assumere i tratti di un esilarante psicodramma.
9 febbraio 2027
Dear Friends / Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
Geppy Gleijeses
IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ
di Eduardo De Filippo
con la partecipazione di Pino Micol
e con Ciro Capano, Monica Assante Di Tatisso, Giuseppe Gaudino, Irene Grasso, Salvatore Felaco, Carlo Di Maio, Angela Bertamino, Pasquale Aprile, Demi Licata, Carmine Benitozzi, Umberto Ranieri, Guido Falco
scene Roberto Crea / costumi Chiara Donato
light designer Francesco Grieco / musiche Matteo D’Amico
regia GEPPY GLEIJESES

Antonio Barracano è “un uomo d’onore” che per buona parte della sua vita si era dedicato a comporre dissidi, amministrando una forma di giustizia alternativa a quella dello Stato, uno Stato che condannava gli innocenti e spesso non aveva pietà. Il suo personaggio era ispirato a un uomo realmente esistito: si chiamava Campoluongo. Ma lasciamo parlare Eduardo: “Questi Campoluongo non facevano la camorra, erano mobilieri. Lui veniva sempre a tutte le mie “prime”, si sedeva restando in silenzio, beveva con me un caffè, mi salutava sempre rispettosamente e poi se ne andava”. Il nodo della commedia è che Antonio Barracano difende i più deboli perché “la legge non ammette ignoranza. E allora non ammette tre quarti di popolazione”. Commedia simbolica, politica, quasi didattica, ma che a mio avviso pretende di essere affrontata di petto, affondando le mani nel male, nella sofferenza e, a volte, nel sangue. Ma commedia non tragedia: in essa sono presenti alcune delle più belle battute dell’Autore, ad esempio, rivolto ad Arturo Santaniello: “Vuie tenite nu difetto… me site antipatico!”.
18 febbraio 2027
Factory Compagnia Transadriatica
(H)AMLETO
ispirato ad Amleto di William Shakespeare
testo Fabrizio Tana
con Silvia Lodi, Alessandra Cappello, Lara Capoccia, Anna Giorgia Capone, Nicola De Meo, Antonio Guadalupi, Alessandro Rollo, Antonella Sabetta, Stefano Solombrino, Diomede Stabile, Fabrizio Tana, Carmen Ines Tarantino, Fabio Tinella
luci Davide Arsenio / costumi Lilian Indraccolo
scene Egle Calò / voice over Lorenzo Paladini
musiche Paolo Coletta / sound designer Graziano Giannuzzi
assistente Carmen Ines Tarantino
a cura di TONIO DE NITTO E FABIO TINELLA con il supporto di Direzione Generale Spettacolo

(H)amleto è il punto di arrivo della ricerca di Factory su teatro e disabilità, un’indagine sul corpo non conforme attraverso lo sguardo e le parole non conformi che accompagnano la discesa nell’abisso shakespeariano. Un gruppo misto di persone con e senza disabilità si è cimentato con la tragedia per eccellenza, ne ha scandagliato i temi e le possibilità provando, attraverso di essa a rivendicare la propria esistenza, quell’esserci, quel “to be” che ci fa aggrappare alla vita anche quando ne perdiamo il senso. Anche le parole di questo (H)amleto sono scritte da una penna non conforme: Fabrizio, autore e attore con la sindrome di Down, scrive il testo come un parto libero di pensieri raccolti per più di un anno, attraverso messaggi e lettere scambiati con le guide, parole in cui persona e personaggio si confondono inventando una grammatica speciale, essenziale ed esistenziale. Un Hamleto nella testa di Hamleto, affollata dalle ossessioni che non gli danno pace, che non gli consentono più di disgiungere la realtà dalle proiezioni della sua mente.
6 marzo 2027
Aletheia teatro / Associazione Zerkalo
Carla Guido
KIRIE
di Ugo Chiti
voce solista Tyna Casalini
regia ANTONIO DE CARLO in collaborazione con la Città di Galatina e il Teatro Cavallino Bianco

Kirie, di Ugo Chiti, è uno spettacolo pensato e scritto per una voce sola; per una sola attrice. Sara, Rachele, Antioca ed altri personaggi femminili, sono raccontati da Carla Guido che ne interpreta lo spirito più profondo. I nostri personaggi non si ribellano, non bestemmiano contro l’Eterno per la loro condizione ma lottano per la vita, e con la loro eccezionale umanità, cercano di lenire le sofferenze e i dolori che l’uomo si costruisce. Donne, diverse ma simili, mediterranee, semplici e sanguigne che piangono a pagamento ma che, in cuor loro, piangono per le vite perdute senza una ragione, solo per l’arbitrio umano, per la paura del diverso, della perdita del potere. Simbolo della sofferenza di queste donne è l’ambientazione della storia: la crocifissione di Cristo sul Golgota e il suicidio di Giuda.
Le figure femminili presenti nei Vangeli, che qui sono laicizzate, sottratte ad una dimensione temporale storicamente definita e universalizzate, assumono i tratti e le figure anche della donna salentina, in particolare semantizzata dal ruolo della prefica che piange i figli vittime della storia, ossia dei pregiudizi e della violenza della società e dell’uomo.
20 marzo 2027
Altra Scena / Altro Teatro
Pamela Villoresi, Giulio Corso, Francesco Foti, Alice Spisa
ELETTRA 1944
testo e regia GIANCARLO NICOLETTI
e con Cristina Todaro e Giacomo Andrea Faroldi
scene Alessandro Chiti / musiche Mario Incudine
costumi Giuseppe Ricciardi / disegno luci Giuseppe Filipponio

Roma, inverno 1944. La città è allo stremo sotto il giogo nazista e in un appartamento del centro una famiglia deve fare i conti con un passato inquietante che presenta il conto. Mentre gli Alleati sono alle porte, i tedeschi rastrellano e gli eventi stanno per precipitare, la guerra civile diventa domestica ed entra nelle mura, devastando gli equilibri e riscrivendo i rapporti di sangue. Ognuno è costretto a scegliere e nessuno può dirsi innocente. Il testo è un avvincente thriller familiare che intreccia eventi reali e finzione teatrale, facendo convivere il fatto storico e la libertà della narrazione. Il mito tragico attraversa il Novecento italiano e lo illumina dall’interno: non come citazione ma come struttura del conflitto. Vendetta o giustizia, silenzio o responsabilità, memoria o rimozione diventano domande urgenti, incarnate in gesti quotidiani che assumono un peso insostenibile. La storia invade le vite comuni non come cornice narrativa, ma in quanto presenza viva: quando il tempo stringe e le conseguenze sono immediate, anche ciò che sembra minimo diventa decisivo. La scrittura costruisce un racconto che procede per tensione e accumulo, alternando dialoghi serrati e improvvise fratture, accompagnando lo spettatore dentro una casa che è insieme rifugio e trappola, fino a un punto di non ritorno in cui la dimensione privata e quella collettiva si sovrappongono. Elettra 1944 è una storia avvincente che incolla lo spettatore alla poltrona, trasportandolo in un tempo in cui non esistono scelte semplici e raccontando cosa succede quando la Storia smette di essere lontana e costringe a decidere, qui e ora.
3 aprile 2027
Chiari di Luna
Claire Vallet
MIO FIGLIO FRANCESCO
scritto da Massimo Giordano
con Angela Cosi – arpa, Giorgia Santoro – flauto traverso, bansuri, xiao
assistente alla regia: Sara Antonazzo
regia ARIELE VINCENTI

Questo spettacolo racconta la storia di Francesco d’Assisi da un punto di vista insolito, intimo e profondamente umano: quello di sua madre, Pica de Bourlemont.
Ed è attraverso i ricordi, le speranze, le gioie e le paure di lei che prende vita il ritratto di un uomo destinato a lasciare un’impronta profonda nella storia, di un rivoluzionario che, consegnandosi totalmente a Dio, scelse la povertà, la pace, l’amore universale.
C’è Francesco bambino, pieno di curiosità; il giovane affascinato dalle feste, dalle ragazze e dal desiderio di gloria; il figlio che sembra destinato a seguire le orme del padre mercante e che invece, passo dopo passo, imbocca una strada inattesa. La madre osserva, racconta, si interroga, si ribella e infine comprende, accompagnando il pubblico dentro una vicenda che appartiene alla storia ma che parla ancora al presente.
In scena, accanto all’attrice, due musiciste evocano il mondo sonoro del Medioevo, dando voce alle atmosfere, ai sentimenti e ai paesaggi interiori del racconto.
10 aprile 2027
Compagnia Corrado Abbati
AL CAVALLINO BIANCO
commedia musicale
di Ralph Benatzky
regia CORRADO ABBATI
coreografie FRANCESCO FROLA
direzione musicale ALBERTO ORLANDI

Il Cavallino, che si pregia d’essere una delle commedie musicali più rappresentante in Europa, è
stato concepito dagli autori con inusuale modernità per un pubblico cosmopolita preso dalla voglia
di viaggiare, la stessa che è ri-tornata anche oggi.
Questa produzione nasce proprio da questa premessa: sarà una vacanza!
Sì, una vacanza vivace, scoppiettante, divertente e colorata, in un luogo idilliaco dove il buonumore
regna sovrano.
Si apre il sipario e ci sono le montagne per lo jodel, il lago per i tuffi e l’azzurro del cielo.
Abbiamo scelto mondi visivi ora ironici, a volte sorprendenti o bizzarri, che suggeriscono le
immagini di un rifugio, una bolla d’illusione che si fa realtà così come gli spettatori si aspettano da
una moderna produzione del Cavallino.
L’idea di rendere una serata di piacere spensierato passa dai dialoghi arguti, dalle musiche
immortali e dai giochi coreografici sostenuti da un ritmo veloce (quello che ormai molti
definiscono: alla Abbati): un’emozione per tutti, indipendentemente dalla fascia d’età.
Vieni a teatro e…sentiti già in vacanza!
22 aprile 2027
Compagnia Salvatore della Villa
Salvatore Della Villa
IL GRIGIO
di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
musiche originali Gianluigi Antonaci
sonorizzazione Rocco Angilè
video Andrea Federico
regia SALVATORE DELLA VILLA
Un uomo decide di vivere in una nuova casa alla periferia di una città con la voglia di allontanarsi da tutto, riflettere, ritrovarsi, rimettere un po’ a posto le cose della sua vita, lavorare. Ha la necessità e la volontà di lasciarsi alle spalle quella sua quotidianità di una vita banale intrisa di ipocrisia, volgarità, un matrimonio non riuscito, un’amante delusa, l’estraneità del figlio, e l’illusione che “L’Amore è una parola strana. Vola troppo. Andrebbe sostituita.”
Nella ricerca di una sua ipotetica e rigeneratrice pace dovrà affrontare l’astuzia e la malvagità di un ospite inaspettato e indesiderato “Il Grigio” che lo metterà alla prova nel profondo della sua esistenza tra trappole e inganni in un duello comico e paradossale che metterà in luce la solitudine e i sentimenti dell’uomo.

