Periodo: (1475-1535)


Laureato in filosofìa e in medicina, pur essendo di umili origini, eccelse così tanto che Alessandro Tassoni lo incluse nei moderni filosofi.
A Padova, che gli eresse una statua, fu pubblico lettore di filosofia con “approvazione universale e riconoscimento generale di finissimo intelletto”, come si ricava dal Gymnasium Patavinum. Fu certamente a Galatina nel 1514, anno della sua elezione a sindaco, e a Napoli nel 1522, portavoce – con Pietro Vernaleone – delle
problematiche che affliggevano la patria oppressa dai soprusi dei Castriota, duchi della città.
Egli stesso spiega qualcosa della sua vita e della sua attività nell’epiostola dedicatoria stampata come introduzione agli Ornibeleti di Erveo, opera sconosciuta, ritrovata, correttae ristampata dallo stesso Zimara.
Fu autore di molte opere, non tutte stampate. Di quelle stampate Arcudi ricorda: Quest’io de primo cognito, Problemata al duca di Ferrandina di D. Castriota, Theoremata, Solutiones contradctionum, Tabula di dilucidationum.

Autore: da "Galatinesi Illustri" a cura di M.F. Natolo, A. Romano, M.R. Stomeo
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